Le radici del mito: dalla prince alla Hakosuka
La storia della Nissan Skyline non inizia con un progetto sportivo, ma con una visione di lusso e comfort. Nata nel 1957 sotto il marchio Prince Motor Company, la Skyline cambia radicalmente direzione dopo la fusione con Nissan nel 1966. È il 1969 quando vede la luce la prima, vera pietra miliare: la KPGC10, meglio conosciuta come Hakosuka (unione di Hako, scatola, e Suka, abbreviazione di Skyline).
Con il suo motore S20 a sei cilindri derivato dalle corse, la Hakosuka domina i circuiti giapponesi, creando un’eredità che la successiva KPGC110 (Kenmeri) non riuscirà a consolidare, venendo prodotta in soli 197 esemplari prima che la crisi petrolifera ne interrompesse la stirpe. Per sedici anni, la sigla GT-R svanisce, lasciando un vuoto che solo la fine degli anni '80 saprà colmare.
Il Rinascimento: L’era R32 e la democrazia della velocità
Nel 1989, Nissan decide di riprendersi il trono. Nasce la Skyline GT-R R32, progettata per dominare il Gruppo A. Ma la forza della Skyline in questa era non risiede solo nella trazione integrale ATTESA E-TS o nel leggendario motore RB26DETT. Il successo risiede nella creazione di una gamma stratificata che permette a una platea più vasta di accedere al mito.
Versioni come la GTS-t (R32) con il motore RB20DET introducono la trazione posteriore in una configurazione agile e accessibile. Con l’evoluzione nella serie R33, la GT-ST adotta l'RB25DET, offrendo un incremento di coppia e potenza, fino ad arrivare alla GT-T della serie R34. Quest'ultima, equipaggiata con il motore RB25DET NEO, rappresenta oggi una delle varianti più bilanciate: meno estrema della GT-R, ma costruita con la stessa rigorosa materia tecnica.

Il Codice GT-R: V-Spec, N1 e il mito Nür
Entrare nel mondo delle GT-R significa decifrare un codice fatto di sigle che identificano diverse anime meccaniche. La V-Spec (Victory Specification) introduce tarature delle sospensioni più rigide, freni maggiorati e il sofisticato differenziale attivo a slittamento limitato (A-LSD). La M-Spec, dedicata a Mizuno (l'ingegnere capo), aggiunge invece un tocco di comfort e finiture da Gran Turismo.
Per chi cerca la purezza assoluta, esiste la N1: una versione nata per l'omologazione nelle competizioni, priva di climatizzatore, impianto audio e insonorizzazione, con un blocco motore rinforzato per resistere a sollecitazioni estreme. All'apice della gerarchia troviamo le edizioni Nür (Nürburgring), basate sulle serie V-Spec II e M-Spec della R34, prodotte in meno di 1000 unità complessive e dotate del motore N1 di serie: il vertice tecnologico della produzione Skyline.
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L’ultima corsa: Dalla R35 al futuro
L’arrivo della R35 ha segnato un distacco netto, eliminando il nome "Skyline" per rendere "GT-R" un brand a sé stante, più tecnologico e capace di sfidare le supercar europee su ogni terreno. Tuttavia, nel 2026, con la produzione della R35 giunta definitivamente al termine, il valore storico di ogni esemplare è diventato inestimabile.
Oggi, possedere o restaurare una Skyline non è un semplice atto di collezionismo. Significa preservare un’epoca in cui l’ingegneria non era filtrata da software invasivi, ma era un dialogo diretto tra pilota e macchina. Chi ne guida una lo sa: non sta portando su strada un semplice veicolo, ma sta mantenendo in vita un capitolo fondamentale della cultura automobilistica mondiale.


